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"Vie di fuga" a Torino
19/01/2012 -

Sabato 4 febbraio alle 18:30, Vie di fuga - il noir in salsa europea di Eugenia Romanelli che, sullo sfondo dei nuovi linguaggi della comunicazione, è anche una particolare guida turistica e uno spaccato sulle nuove famiglie del terzo millennio - sarà presentato a Torino, nel Lanificio San Salvatore in via Sant'Anselmo 30).

Sabato 4 febbraio alle ore 18.30 presso il Lanificio San Salvatore di Torino (via Sant’Anselmo 30) va in scena Vie di fuga di Eugenia Romanelli (Dino Audino Editore). Fra intervista (a cura della giornalista Cinzia Manfredi) e reading, un live del cantautore Tiberio Ferracane e un dj set fino a notte fonda, il modo nuovo e multimodale per presentare e raccontare gli intriganti meandri di questo noir che ha esordito su Facebook sfondando la rete e che, fra network e vita reale, sta viaggiando nell’immaginario collettivo di un pubblico sempre più ampio giungendo in soli cinque mesi alla terza ristampa.


IL FENOMENO VIE DI FUGA: LA NARRATIVA DEL FUTURO VIAGGIA ON LINE
Alla terza ristampa in soli 5 mesi, il libro rappresenta bene il destino dell’editoria contamporanea e della e-letteratura: nato tra Facebook e YouTube grazie al video del regista Rai Guglielmo Enea (booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=PR6CxtJBu2g) e al gruppo Facebook “Vie di Fuga” gestito dal gatto ormai più famoso del web, Bianchino Bianchini, è diventato un cult generazionale, proprio come negli anni ’70 era successo a “Porci con le ali” (best seller, anche quello, scoperto dall’editore Dino Audino negli anni ’70).


ARRIVANO LE DONNE DI TERZA GENERAZIONE
In Vie di fuga le donne sono centro e fuoco della narrazione. Donne che, liberamente, amano e che si amano, che lavorano o che lottano per ottenere lavoro, che viaggiano alla scoperta della bellezza delle capitali europee –fra le quali primeggia un appassionato e struggente ritratto di Roma- che si perdono fra i profumi e i colori di piccoli mercatini, che sognano un figlio, che si ribellano alla bieca brutalità maschile.
Inoltre, un romanzo che rappresenta una piccola rivoluzione per il taglio interpretativo che offre della nostra società: intrigante ma lucido, anticonformista ma non eccentrico, è un’impresa letteraria patrocinata dall’editore Dino Audino, lo stesso che, con la casa editrice Savelli, di cui era comproprietario, diede alle stampe nel 1976 il best seller Porci con le ali. Fatto che contribuisce a imprimere, a livello simbolico, un carattere ancor più di rottura al romanzo della Romanelli.
Usando il genere del noir per avviluppare il lettore nell’intrigante ed intricata trama di Vie di fuga, la Romanelli compie un’operazione ulteriore: lo scheletro classico di romanzo di genere, svuotato della sua valenza originaria di puro intrattenimento, oltre a divertire e avvincere, diventa il pretesto per un ragionamento più ampio, acuto e penetrante –ma, appunto, al femminile - sul mondo in cui viviamo. Nuovi tipi di famiglia, di relazione, di lavoro: l’analisi è spietatamente reale e graffiante, quasi  politica, ma in maniera sottesa, senza mai scadere in toni comizianti.


VIE DI FUGA E LE FAMIGLIE NON TRADIZIONALI.
Il volume è un noir e racconta di persone e delle loro “nuove famiglie”. un viaggio attorno alle difficoltà emotive e giuridiche delle relazioni contemporanee escluse da un inquadramento legislativo. Personaggi e storie che si incontrano in un intreccio con i colori del noir e la profondità di un testo, quasi politico, che vuole dire una parola significativa su temi rilevanti come quello delle famiglie non convenzionali.


ROMANZO NOIR, GUIDA TURISTICA O SAGGIO SUI NEW MEDIA?
Sul filo di una vicenda che sa tenere il fiato sospeso, i suoi personaggi percorrono strade, vie, città. Trasformando questo giallo avvincente in una guida turistica radical e chic sulle capitali europee. Ma anche in un manuale tascabile per assaporare la Capitale tra le Capitali, lungo i profumi dei suoi locali più gustosi: Roma.
Ed è anche quasi un saggio sui nuovi modi di comunicare: a fare da collante fra vicende, pensieri, sospiri e personaggi, infatti, Facebook, che qui è ambientazione generazionale e vero e proprio protagonista narrativo. Assieme a Bianchino, un sornione e simpaticissimo gatto bianco che troneggia sulla copertina di questo romanzo e sguscia fra finestre e vicende con leggerezza felina.


EUGENIA ROMANELLI
Scrittrice polivalente reduce dal successo di “Con te accanto” (Rizzoli), scritto a quattro mani con Paola Turci, è una classe ’72, giornalista, professionista come i suoi personaggi. Redattore a "L'espresso", poi direttore della versione italiana della rivista internazionale "Time out", nel 2004 ha fondato la testata giornalistica nazionale "Bazar", co-edita da Rai Eri e La Stampa. Ha insegnato Scrittura Creativa e Comunicazione alla Facoltà di Scienze della Comunicazione de La Sapienza di Roma. Oggi docente alla LUISS e all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, collabora con Il Fatto Quotidiano e l'ANSA.


LA TRAMA
Karin vive sola. E’ a un bivio: ha perso il lavoro, ha chiuso una relazione, vorrebbe un figlio. Trascorre le giornate facendo i conti con il tempo che passa, cercando di capire come uscire dall’impasse in cui, chissà perché, l’ha messa la vita. Tom si trasferisce nell’appartamento accanto a Karin, dove fino a qualche giorno prima viveva Eva: da subito i due si conoscono, prendono a frequentarsi, qualcosa nasce tra loro. Ma Tom ha un segreto: di notte Karin sente strani rumori provenire dal suo appartamento, a volte Karin ode la voce di una donna, altre vede quella donna uscire, tutta coperta, dall’appartamento. E poi Eva: dov’è finita, si chiede. Eva intanto ha una storia con una donna, Riccarda, che è sposata con Ted: quando scopre di essere incinta vuole condividere questa sua maternità con la donna che ama e anche con il marito di lei. C’è un problema però: Jacques, il belga padre del bambino. Si è trattato dell’errore di una notte: ma lui, tossicodipendente, trafficante, violento, non si arrende. Vuole a tutti i costi entrare nella vita di Eva, essere padre di quel figlio che, forse così crede, lo farà essere migliore. E cerca di farlo nell’unico modo che conosce: con la forza, con il ricatto. Eva con uno stratagemma si libera di lui, aiutato anche da Karin, che nel frattempo è riuscita a contattarla, e dagli amici di Karin (Marzio, medico, e Giuseppe, avvocato). E poi ci sono Carolina, la migliore amica di Karin, Emma, la sua pranoterapeuta, e Bianchino, il gatto bianco e sordo di Karin che avrà anch’esso un ruolo in questa storia intricata e trascinante, che si concluderà, come in un feullietton ottocentesco, con l’incontro di tutti in un altro appartamento: proprio qui i tasselli troveranno il loro giusto posto.

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