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LA BUONA POLITICA
08/02/2012 -

Cari amici,
la nuova collana, La buona politica, si arricchisce di un altro titolo: Per un programma di sinistra (ma forse anche di destra). L'autore si firma Anonimo Pd, e il motivo ve lo spiega l'editore qui sotto.

Eravamo molto contenti di pubblicare un libro-intervista con l’Anonimo, quando questi aveva ancora un nome e un cognome. Era un uomo appena uscito da un’importante esperienza politico-istituzionale in cui non aveva soltanto detto qualcosa di sinistra, l’aveva fatto. E proprio per questo la sua posizione minoritaria e marginale all’interno del PD ne accresceva il fascino e ne sottolineava il valore. Era la persona giusta cui chiedere un libro. Attraverso un amico, gli proponemmo un’intervista con un giornalista da scegliere di comune accordo e lui non solo accettò ma, per uno di quei strani casi della vita, ci propose il nome di Peppino Caldarola, lo stesso con cui noi eravamo già in contatto.


Avevamo progettato di registrare una lunga chiacchierata in una serie di incontri che sarebbero stati sbobinati, rielaborati e riletti per essere poi meglio approfonditi e sviscerati in una seconda tornata. Per cominciare, come base di discussione, l’intervistato ci inviò un suo testo in otto punti, contenente un articolato ragionamento storico-politico che sfociava provocatoriamente nella proposta di un “programma di una moderna sinistra di governo, ma anche forse di una moderna destra di governo”.


Ci mettemmo al lavoro ma, dopo la conclusione del primo ciclo di registrazioni, la situazione politica generale iniziò a dare segni di sfaldamento. Il patto che i partiti-scorpione avevano fatto con la rana-governo stava ripercorrendo le tappe canoniche del racconto. A metà del guado lo scorpione stava alzando il suo aculeo minacciando di colpire la rana. Malgrado fosse stato lui a chiedere di essere traghettato in salvo, ora l’avrebbe uccisa morendo con lei, perché il pungere costituiva la sua irrefrenabile natura. Fu questo dramma che si andava profilando a farci proporre all’autore, come diretta conseguenza delle tesi sostenute nel libro, un suo esplicito appoggio a Monti, anche tramite un’eventuale lista civica, che alle prossime elezioni, portando voti al governo, sbalzasse lo scorpione dal dorso della rana.


Ma le cose sono andate diversamente. Il libro che prometteva bene e che era stato pensato dall’autore come strumento di battaglia interna al partito, stava diventando inutilizzabile perché il nostro Anonimo, sempre più isolato, aveva deciso di accettare un incarico esterno alla politica. Diventando un uomo super partes, ovviamente non avrebbe potuto spendersi in un agone politico. Si decise così, di comune accordo, di soprassedere al secondo ciclo di incontri e, alla fine, di abbandonare il libro stesso.


Ma i pochi mesi trascorsi da quella decisione hanno quasi quotidianamente contribuito a minarla, riproponendo continuamente all’ordine del giorno la maggior parte dei temi affrontati nel testo. Finché, è questione di pochi giorni fa, il precipitare della situazione, con lo scorpione che di nuovo manda segnali di una prossima puntura, non ci ha spinto a decidere di pubblicare il libro, omettendo il nome dell’autore.


Ci auguriamo che al momento in cui leggerete queste righe la rana sia ancora viva e che le idee originali, e per molti aspetti controcorrente, contenute nel libro, possano dare un contribuito a mantenerla tale. E ad aprire finalmente una riflessione di più ampio respiro sul passato e sulla identità futura della sinistra. E forse non solo di quella.


Dino Audino Editore


 


La prima uscita di questa nuova collana è stata Nostalgia canaglia di Franco Giordano, curato da Peppino Caldarola e prefato da Umberto Galimberti.

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