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Il grande mutamento di una città narrato da chi lo ideò e attuò.
09/10/2012 -

La città che non c'era narra del grande mutamento culturale di Torino degli ultimi trent'anni, sull’esempio di altre città - come  Glasgow, Manchester e Bilbao - che nella cultura avevano trovato la risposta alle loro crisi industriali.

Fiorenzo Alfieri, che è stato assessore nelle giunte torinesi di centrosinistra, dialogando con un altro personaggio centrale di questa vicenda, Steve Della Casa, già direttore del Festival Cinema Giovani (oggi Torino Film Festival) e presidente della Film Commission Torino Piemonte, racconta delle trasformazioni di Torino sul piano culturale, trasformazione iniziata quando tutti, in seguito alla crisi dell’industria, erano convinti del declino inevitabile della città.


Le iniziative culturali, pensate all’interno di una strategia precisa, hanno rappresentato una svolta epocale, che ha radicalmente mutato l’anima di Torino.


Nel lungo dialogo si cerca di dimostrare fatti alla mano, e vi si riesce, come la cultura sia un ingrediente indispensabile, se non il principale, di qualunque politica di crescita di una città. E oggi il «modello Torino» rimane - anche in tempi di ristrettezze - un esempio ammirato e studiato in tutta Europa.  Un libro da leggere.

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