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Regalate un viaggio nel passato delle città italiane tra '600 e '700
12/12/2014 -

Cari amici,


vi segnaliamo la versione aggiornata della collana VEDUTE D’ITALIA, una raccolta delle stampe dei principali incisori operanti in Italia tra il ‘600 e il ‘700. La collana fu ideata dalla nostra casa editrice 25 anni fa per rendere accessibile a tutti opere di famosi incisori, e la cura dei volumi fu affidata a un team di giovani studiosi, collaboratori dell’Istituto Nazionale calcografico. Infatti, a parte i vedutisti e gli incisori più conosciuti come Piranesi e i vedutisti veneziani, molte opere non erano state più ristampate da qualche secolo, e poche altre erano racchiuse in edizioni di lusso. La stampa di queste vedute, anche se l’immagine è ovviamente più piccola dell’originale, ha un grande valore documentario, come riconobbe Federico Zeri, che fu incuriosito per questa originale e utile operazione editoriale, nata per poter offrire a una platea internazionale di giovani architetti, urbanisti e storici dell’arte le opere a un prezzo accessibile.


Da Venezia a Napoli, da Firenze a Torino, da Roma a Bologna, con le incisioni di Vasi, Carlevarjis, Zocchi, Werner, Sclopis, Giraud e tanti altri, regalatevi e regalate un Grand Tour nelle nostre più belle città, raffigurate nei loro scorci caratteristici, nelle loro piazze, nei loro monumenti a cavallo tra '600 e '700.

 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Come si sa il vedutismo nasce con la rappresentazione dei paesaggi nel XVII secolo, con soggetti in cui predominano ruderi e antichità. Durante la seconda metà del ‘600, grazie al contributo di Gaspar Van Wittel, artista olandese italianizzato con il nome di Gaspare Vanvitelli, la pittura di paesaggio si trasformò "vedutismo", con un innovativo genere di visione basato sulla camera ottica olandese, che permetteva l’uso di un formato orizzontale, in modo da superare la visuale incentrata sul singolo monumento, in favore di vedute d'insieme più realistiche. La peculiarità di questa produzione pittorica fu un'attenzione quasi fotografica verso un paesaggio naturale, una città, una piazza o uno scorcio di particolare interesse, attenzione che favorì la creazione di opere sempre più precise e realistiche da un punto di vista topografico, con una grande padronanza dell'uso della prospettiva, conferendo così al vedutismo una propria autonomia. Le ragioni del successo del vedutismo durante il Settecento sono da cercarsi soprattutto nell'usanza del Grand Tour: termine che indicava il viaggio compiuto dai giovani rampolli della nobiltà europea (soprattutto inglese) alla scoperta del continente, e che aveva come meta preferita proprio l'Italia. Chi compiva il Grand Tour era desideroso di portare con sé, in patria, un ricordo della propria esperienza: e spesso le scelte cadevano o sui ritratti, nei quali il soggetto era raffigurato sullo sfondo di rovine antiche, su scorci di città italiane, oppure su vedute di città. Questa committenza riguardò sostanzialmente gli intellettuali interessati all'arte che richiedevano quadri delle vedute che avevano osservato con ammirazione, e coloro che non potendo permettersi viaggi desideravano una rappresentazione di luoghi famosi (insomma quasi un corrispettivo delle cartoline moderne). Naturalmente oggetto delle vedute furono le principali città italiane.


Nella nostra collana, a prezzi molto contenuti, sono perciò presenti stampe di Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma (voll. I-II), Napoli e Torino con le incisioni di Vasi, Carlevarjis, Zocchi, Werner, Sclopis, Giraud e tanti altri. Regalatevi e regalate un Grand Tour nelle nostre più belle città, raffigurate nei loro scorci caratteristici, nelle loro piazze, nei loro monumenti a cavallo tra '600 e '700.

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