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Voci e volti dello spettacolo
23/10/2015 -

Voci e volti dello spettacolo è la collana della Dino Audino editore dedicata alla riscoperta di artisti che hanno contribuito ad innovare la cultura del nostro tempo.


Proponendo ricordi, riflessioni e interviste, i volumi della collana restituiscono “voce” a spiriti indipendenti, coraggiosi, anticonformisti, che con la loro attività hanno modernizzato il linguaggio della propria arte, presentando progetti culturali innovativi o scommettendo su idee rivoluzionarie.


I volumi che compongono la collana non ci presentano soltanto la “voce” più intima dei loro pensieri, ma ci mostrano anche il loro “volto”, le relazioni con l’ambiente culturale in cui lavorarono. E così, le memorie di Roger Blin ci restituiscono la “Parigi fumosa” di una società borghese in decadenza, il diario di Isadora Duncan è testimonianza delle tensioni di rinnovamento di inizio novecento, le registrazioni di Lee Strasberg ci danno la possibilità di vivere i problemi e le emozioni di attori in formazione.


La lettura di questi volumi permette di approfondire con sguardo nuovo alcuni dei principali movimenti artistici contemporanei, assumendo il punto di vista di chi quei movimenti li ha anticipati o generati.


Iniziamo questo viaggio alla scoperta della collana, presentandovi le memorie di Roger Blin.

Artaud, Beckett, Genett e gli altri - Roger Blin


“Laddove altri erano ciechi lui ha visto la poesia, il nuovo.”


Horacio Czertok – Prefazione


“Artaud, Beckett, Genet e gli altri” di Roger Blin è stato il titolo che ha inaugurato la collana qualche anno fa. Il volume si compone di una raccolta di memorie che ripercorre l’attività professionale dell’attore e regista francese, dalle prime performance sul palcoscenico, fino agli originali allestimenti realizzati per le opere di Arthur Adamov, Roland Dubillard e Slawomir Mrozek.


Il testo è testimonianza della portata innovativa del lavoro di Blin: la carica rivoluzionaria dei testi scelti, l’anticonformismo degli allestimenti, la continua sperimentazione, furono per Blin un mezzo per attaccare i valori borghesi che caratterizzavano le opere della Comédie Française.


La raccolta ci permette di confrontarci con il metodo di lavoro di un regista ribelle e anticonvenzionale, che con la sua attività ha fatto conoscere al grande pubblico alcune delle più significative opere teatrali del Novecento: Aspettando Godot e Finale di partita di Samuel Beckett, La Sonata degli spettri e Il Sogno di August Strindberg,  I Negri e I Paraventi di Jean Genet.


“Artaud, Beckett, Genet e gli altri” ci offre così uno spunto di riflessione più generale sul ruolo del regista, le cui scelte possono influire a tal punto sulla fruizione di un testo, da decretarne la diffusione o l’insuccesso.

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