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Chi era Stella Adler?
20/09/2017 -

 


Donna eccezionale, dal talento innato e dalla personalità magnetica, Stella Adler è stata la più grande insegnante di recitazione del XX secolo. Ha formato generazioni di attori, tra cui Marlon Brando, Robert de Niro, Elizabeth Taylor e Judy Garland; nel 2000 Howard Kissel ha raccolto gli appunti e le registrazioni delle lezioni di Adler e li ha riuniti, creando l’Arte della recitazione.

Stella Adler nasce nel 1901 a New York. Si appassiona al teatro fin da piccola, e inizia a recitare nelle produzioni teatrali dei genitori, Jacob e Sara Adler, a soli quattro anni.  A poco più di vent’anni entra a far parte del famoso Group Theatre, dove collabora con Lee Strasberg, Cheryl Crawford, Elia Kazan, Clifford Odets, Sanford Meisner e Robert Lewis; lì, sotto la direzione del futuro marito Harold Clurman, Stella contribuisce alla diffusione del metodo che ha rivoluzionato il teatro americano, conosciuto come metodo Stanislavskij.


Ironia vuole che Stella Adler sia stata l’unica tra gli insegnanti citati ad aver conosciuto il maestro di persona, e che lei sola lo abbia avuto come mentore. Studiando con lui a Parigi scopre che Stanislavskij aveva in parte rivisto le sue teorie per ampliare il valore dell’immaginazione nella recitazione. Dall’altra parte Strasberg aveva radicato la sua visione del metodo sul concetto di “memoria emotiva”, ormai superato, che Stanislavskij aveva impiegato all’inizio della sua carriera.


Le profonde divergenze interpretative nate tra lei e Strasberg portano Stella Adler a lasciare il Group Theatre e a fondare, nel 1941, lo Stella Adler Studio of Acting. Strasberg guida invece l’Actors Studio fino alla sua morte, avvenuta nel 1982. Al contrario di Strasberg, Stella non ha mai saputo, o voluto, sfruttare il teatro per autopromuoversi.


Nonostante l’eleganza spiccata e il carattere esuberante, non usò mai queste doti per mettersi in luce, dedicandole invece interamente al teatro. Così fece a Mosca, quando, dopo aver assistito al lavoro del Teatro d’Arte, Adler andò a cena in compagnia dei suoi insegnanti per raccontare loro dello spettacolo, mentre Strasberg correva a indire una conferenza stampa.

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"Fare scuola con l'arte": la lettera di un'insegnante
19/02/2018 -

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di una docente:

«Il libro mi è piaciuto moltissimo, mi fa pensare che la scuola che "ci piace" c'è ed è viva. Le quattro esperienze raccontate sono così coinvolgenti che dovrebbero essere lette soprattutto dalle giovani e future maestre affinché possano ispirarsi per attuare nelle loro classi didattiche coinvolgenti e significative. Infatti ne ho regalato una copia alla mia tirocinante.  

Quando ero giovane incappai nella lettura de Il paese sbagliato, di Mario Lodi... fu una lettura illuminante che mi aiutò a costruire situazioni simili nelle mie classi, insomma mi ispirai (con molta modestia, per carità!) agli insegnamenti del Maestro. Ecco, il racconto delle quattro esperienze didattiche, letto ora che ho più di trent'anni di lavoro alle spalle, mi ha fatto rivivere quell'emozione.

Brave!

Il libro va portato in giro  e pubblicizzato perché non fornisce ricette, ma spunti significativi utilissimi a chi dentro la scuola inizia, ma anche a chi ha bisogno di un po' di energia per continuare.»