Lezioni al Teatro Bol'soj

Konstantin S. Stanislavskij
A cura di Fabrizio Cruciani, Clelia Falletti
Traduzione di Clelia Falletti

Lezioni al Teatro Bol'soj

Il testo stenografato delle Conversazioni con gli artisti russi. In appendice L'etica


Manuali di script 47
Uscito il 04/2004
176 pagine
Note: Disponibile anche in VERSIONE ONDULATA, scrivere a shop@audinoeditore.it
Isbn: 88-7524-149-X
Aree: Teatro
Keyword: Recitazione
Questo libro raccoglie il testo stenografato delle 30 Conversazioni – in realtà vere e proprie lezioni – con gli artisti del Bol'soj nella Russia rivoluzionaria degli anni che vanno dal 1918 al 1922. Lezioni straordinarie in un contesto straordinario. "L'atmosfera è particolare: studenti e insegnanti soffrivano il freddo e la fame, le privazioni e i sacrifici erano realtà ordinaria. Stanislavskij dedicava tutto il suo tempo libero alle lezioni, che duravano ore (a volte da mezzogiorno fino alle due di notte). Le prime lezioni si tennero a casa di Stanislavskij quando era possibile. Se erano troppi, sedevano in terra, su un tappeto. C'era gioia e attesa della lezione serale; e attenzione e amorevolezza da parte di Stanislavskij e dei suoi più stretti collaboratori. [...] C'era un progetto che Stanislavskij seguiva, ma le lezioni non erano preparate, nascevano dalle esigenze" (dal saggio introduttivo di Clelia Falletti).
In appendice l'Etica, piccola opera incompiuta cui Stanislavskij affidò un insieme non organico di riflessioni sulle condizioni dell'agire teatrale e sui comportamenti correnti che rendono possibile la creatività in teatro.

Konstantin S. Stanislavskij (1863-1938) fu attore, regista e pedagogo. Tra le esperienze cui il suo nome è legato, oltre gli spettacoli, sono il Teatro d'Arte di Mosca, lo Studio affidato a Mejerchol'd, il Primo Studio e la collaborazione con il Teatro d'Opera Bol'soj (1918). Le tournée in Europa e America tra il 1922 e il 1924 e l'autobiografia La mia vita nell'arte (1925) resero leggendario il suo "sistema" pedagogico.

Indice


Sulla scienza di Stanislavskij
di Fabrizio Cruciani e Ferdinando Taviani


Il sistema, le Conversazioni, l’Etica: introduzione
di Clelia Falletti


Conversazioni al Teatro Bol’soj (1918-1922)

Prima
Necessità di uno Studio – Arte e ispirazione


Seconda
L’atmosfera dello Studio – Atteggiamento verso il lavoro


Terza
Importanza dello Studio – Il lavoro creativo


Quarta
Funzione del teatro nella società – L’attore creativo nella società – Io creativo e io egoistico: l’educazione dell’artista


Quinta
Tre domande per diventare attore – Insegnanti e attori – Autodisciplina – Apprendimento come esperienza


Sesta
Atteggiamento etico dell’attore nello Studio – Condizioni preliminari per il lavoro creativo: non paura e agitazione ma calma e disciplina


Settima
Fiducia negli insegnanti e nella propria crescita – Il sistema e il talento


Ottava
Impegno etico – Egoismo e disciplina


Nona
L’insegnante e l’uso del sistema


Decima
Lo studio e la formazione dell’attore


Undicesima
Attività e attenzione – Ritmo e respirazione


Dodicesima
Cerchio creativo di solitudine pubblica: esempio dell’assassino; attenzione dei sentimenti nelle circostanze date – I segmenti del personaggio e l’azione trasversale – Il “se” – L’atteggiamento dell’insegnante


Tredicesima
Muoversi in scena: esempio dell’”alzarsi senza far rumore” – Scomposizione della parte in segmenti e l’”io voglio”


Quattordicesima
Collegamento dei segmenti della parte – Individualità del processo creativo – Gradini di base comuni a tutti


Quindicesima
Primo gradino: concentrazione – Esempio della mano – Ritmo nell’opera e nel dramma


Sedicesima
Secondo gradino: sorveglianza mentale – Esempio: il duetto Tatjana/Olga dall’Eugenio Onegin – La pausa di scena


Diciassettesima
Terzo gradino: assenza di paura – Esempi: la parte del cattivo; la parte della madre; la parte dell’innamorato (Werther)


Diciottesima
Quarto gradino: calma creativa


Diciannovesima
Quinto gradino: tensione eroica


Ventesima
Sesto gradino: fascino, gentilezza – Nobiltà d’animo – Settimo gradino: gioia




Ventunesima
Il germe creativo – Senso della proporzione

Ventiduesima
La prova – Esempi: Salvini; una donna – Abitudini


Ventitreesima
Primo segnavia: il movimento


Ventiquattresima
Il gesto – Segnavia minori: modo di comunicare, gesto, sguardo – L’azione dell’attore sulla scena


Venticinquesima
Attenzione del pubblico – Necessità di un continuo rinnovamento nel lavoro creativo


Ventiseiesima
L’io creativo e il ritmo del personaggio – Esempi dal Werther di Massenet

Ventisettesima
Il sistema come sussidio per scoprire le proprie energie creative – L’attore come “adesso”


Ventottesima
Adattarsi al partner e alle circostanze date – “Studi” di gelosia


Ventinovesima
Corrispondenza di volontà e azione fisica – “Studi” di lacrime femminili


Trentesima
“Studi” su azioni fisiche nei compiti semplici


Etica – opera non finita


I – Vita privata e vita di lavoro: ordine, disciplina, etica – basi per la creazione artistica
II – Autorità del direttore


III – Non criticare ma imparare


IV – Impegno nelle prove


V – «L’attore o è un sacerdote o è un clown»


VI – Disciplina interiore


VII – Dalla precisione nel particolare al collettivo


VIII – Necessità di esercizi quotidiani e di una piena occupazione del tempo


IX – Coesione di tutti i partecipanti al lavoro del teatro


X – Rapporti tra settore artistico e settore amministrativo del teatro


XI – Senso di sé sulla scena: necessità di un comportamento morale in teatro


XII – Senso di sé sulla scena: etica come base per lo stato pre-creativo


XIII – Responsabilità dell’attore nel lavoro


XIV – Non limitarsi alla propria parte


XV – Le scene di massa



XVI – Lavoro personale e lavoro collettivo


XVII – Responsabilità reciproca nel lavoro


XVIII – Comportamento verso il costume e gli accessori


XIX – Responsabilità dell’artista nella vita privata


XX – Responsabilità dell’artista verso il gruppo

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