Vedute di Torino tra '600 e '700

Borra, Sclopis, Werner

Vedute di Torino tra '600 e '700

L'antico fascino della città sabauda in un'antologia di stampe d'epoca


Vedute d'Italia  11
Uscito il 12/2014
88 pagine
Isbn: 9788875272821
Keyword: Vedute d'Italia

 


 


 


L'antico fascino della capitale sabauda in un'antologia di stampe d'epoca. Dalla rassegna delle più suggestive immagini di Torino tra Sei e Settecento – circa ottanta rare incisioni di grande qualità – scaturisce il racconto singolare ed emblematico delle idee, dei progetti, delle ingegnose invenzioni che caratterizzano la lunga fertile stagione barocca della capitale sabauda. Costretta per lunghi secoli entro le mura tracciate lungo il perimetro angusto del quadrato romano, la città, nei primi decenni del XVII secolo, comincia la sua progressiva espansione, regolata da un perseverante programma elaborato dalla Corte. Attraverso tre successivi "ingrandimenti" l'antica Augusta Taurinorum, protetta dalla Cittadella cinquecentesca e circondata da una robusta cinta fortificata adattata via via ai nuovi ampliamenti, accoglie la "Città nuova", con la splendida piazza di San Carlo, gli isolati in direzione del mitico fiume, con la bella via Po, i solidi quartieri verso porta Susina, ed assume la caratteristica forma a mandorla, che serberà fino agli inizi dell'Ottocento. Nei cantieri ferve il lavoro degli architetti e delle maestranze, dei pittori, degli stuccatori, dei tappezzieri. Torino capitale di un piccolo territorio a cavallo delle Alpi, si arricchisce dei palazzi per il Duca e per il governo della Città, delle residenze dei nobili; le sponde del Po e la collina si animano delle maisons de plaisance per il diletto delle Madame Reali; i boschi del vasto territorio accolgono sontuose residenze di caccia per gli svaghi del Principe. L'eleganza di Carlo e Amedeo di Castellamare, l'estro di Guarino Guarini, il gusto di Filippo Juvarra, la compostezza di Benedetto Alfieri lasciano in Torino segni mirabili che l'occhio esperto dei disegnatori e il bulino degli incisori contemporanei - piemontesi, tedeschi, francesi, fiamminghi - traduce ed interpreta, non senza lasciare spazio a licenze fantastiche, che anticipano talora con sorprendente precisione, realizzazioni future: è quanto appare dalle splendide tavole del theatrum Sabaudiae, dalle ingenue vedute del Werner, dalle raffigurazioni del Borra e dello Sclopis, che ci restituiscono, oggi, l'orgoglio della antica capitale dell'Assolutismo ed il suo fascino discreto, tutto subalpino.


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