Colpi di Cinema

Angelo Moscariello

Colpi di Cinema

L’essenza della “filmicità” in trentacinque sequenze d’autore


Manuali di script  80
Uscito il 06/2006
176 pagine
Isbn: 978-88-7527-136-7
Aree: Cinema
Keyword: Drammaturgie, Regia, Sceneggiatura

 


 


 


Nei film, in tutti i film, si possono trovare sequenze semplicemente belle e sequenze invece magiche. Le prime sono quelle in cui la “bellezza” è data da elementi non necessariamente “filmici” in senso stretto, quali, ad esempio, la recitazione oppure il paesaggio oppure la sceneggiatura; le seconde sono invece quelle dovute esclusivamente al lavoro della cinepresa e per la loro natura sarebbero impensabili prima e al di fuori dell’intervento del linguaggio filmico. Ne deriva che, mentre i film semplicemente “belli” possono essere anche raccontati a parole, quelli “magici” sono intraducibili nel linguaggio verbale e occorre, dunque, soltanto vederli. L’intento del presente repertorio è, dunque, quello di mostrare le sequenze in cui la cinepresa si “stacca” dalla storia per ascendere ai piani alti della “poesia”. Si tratta, naturalmente, di sequenze pur sempre inserite all’interno di una salda struttura narrativa e che da questa traggono la loro ragion d’essere espressiva (altra cosa sono, invece, i formalismi gratuiti e le sperimentazioni visive fini a sé stesse) e per questo sono analizzate essendo precedute dalla sinossi e dallo script della scena. Il tutto per acciuffare quei “colpi di cinema” che da soli valgono la visione di un film e che sono i soli che restano impressi nella memoria dello spettatore anche a distanza di anni, allorché della storia si sarà quasi perso ogni ricordo.


Angelo Moscariello, critico e saggista, attualmente collabora con L’indice e La rivista dei libri. È docente di Storia del Cinema presso l’Accademia dell’Immagine (dal 1996) e l’Università di L’Aquila (2003-2005). Ha pubblicato: Il cinema di Godard (1970); Claude Chabrol (1977); Cinema e/o letteratura (1981); Come si guarda un film (1982); Come si gira un film (1995); Invito al cinema di Losey (1998); L’immagine equivalente. Corrispondenze tra cinema e letteratura da Dante a Robbe-Grillet (2005).

Indice


Introduzione: Guida alla lettura; Capitolo Primo: Parla la luce; Capitolo Secondo: Disinquadrature radicali; Capitolo Terzo: Allontanamenti focalizzanti; Capitolo Quarto:  Figure di montaggio; Capitolo Quinto: Carrellate connotative; Capitolo Sesto: Piani-sequenza eccedenti; Capitolo Settimo: Dilatazioni isocroniche; Capitolo Ottavo: Perturbazioni semantiche; Capitolo Nono: Finali improvvisi; Capitolo Decimo: Ellissi sincroniche; Capitolo Undicesimo: Sovrimpressioni mentali; Capitolo Dodicesimo: Immagini riflesse; Capitolo Tredicesimo: Ombre molto eloquenti; Capitolo Quattordicesimo: Sfocature illuminanti; Capitolo Quindicesimo: Sparizioni magiche; Capitolo Sedicesimo: Dissolvenze rivelatrici; Capitolo Diciassettesimo: Rallentamenti esplosivi; Capitolo Diciottesimo: Sospensioni temporali; Conclusioni; Bibliografia essenziale.


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Creare è senza dubbio una delle principali peculiarità umane. Un istinto primario, una necessità irrinunciabile, che nasce dal bisogno di immortalità. Dall’impossibilità di accettare la nostra finitezza, il nostro limite più profondo. Per questo facciamo figli, erigiamo cattedrali, costruiamo città, realizziamo opere d’arte. Per restare. Per esserci anche oltre di noi. Per superare i limiti che la natura ci impone. E creare è sempre un atto d’amore.