Recitare davanti alla macchina da presa - Nuova edizione

Michael Caine

Recitare davanti alla macchina da presa - Nuova edizione

Voci e volti dello spettacolo 11
Uscito il 10/2014
112 pagine
Isbn: 9788875272852
Aree: Cinema
Keyword: Recitazione

 


 


 


 


 


«Brillante, articolato e sempre divertente, Michael Caine analizza i più piccoli dettagli tecnici della recitazione cinematografica e rivela più segreti di quelli che pensavate esistessero».
Geoffrey Hobbes, The Sunday Times

«Caine conosce profondamente come si lavora nel mondo del cinema. Non pensate che questo libro sia adatto solo agli attori. Ne rimarrete incantati, vi farà ridere e vi assorbirà completamente».
The Daily Mail

«Un documento. Un tesoro. Ha cambiato il mio modo di osservare le interpretazioni degli attori. Un magnifico spettacolo, con più drammaticità che in molti film… Caine è un insegnante meraviglioso… una lezione semplice e chiara che ogni critico e tutti quelli che vanno al cinema dovrebbero vedere. Affascinante!».
Gene Siskel, Siskel & Ebert


 


Michael Caine (Londra, 14 marzo 1933) è uno dei più noti attori britannici. In oltre cinquant’anni di carriera ha lavorato in più di cento film. Ha raggiunto la notorietà con i personaggi di Alfie Elkins (Alfie), Jack Carter (Carter) e Harry Palmer (Ipcress) e il suo lavoro è stato riconosciuto con un BAFTA Award e un Golden Globe fino ai due Oscar come miglior attore non protagonista nei film Hannah e le sue sorelle (1986) e Le regole della casa del sidro (1999). Voce e accento inconfondibile, prosegue oggi il suo lavoro nel segno d’una grande tradizione.


Altri libri dell'area Cinema:


Altri libri con la keyword Recitazione:


Prossime uscite
next
Raccontare a fumetti
Di Stefano Santarelli
Il linguaggio dei comics dall’idea al disegno
15.00 €
Ordinabile
via email
disponibile dal 5/10/2017
Il linguaggio dei comics dall’idea al disegno
prev
Avvisi ai naviganti
Depurazioni di Luigi Guercia
22/09/2017 -

 

Un giorno scoprii una scritta fresca fresca sul muro della scuola, mi avvicinai e lessi: “Papà Barrault (il maestro) è fesso”. Il cuore mi batté forte, lo stupore mi inchiodò lì, avevo paura. “Fesso”, non poteva trattarsi se non di una di quelle parolacce che for- micolavano nei bassi fondi del vocabolario, e che un bambino per bene non incon- tra mai; breve e brutale, aveva l’orribile semplicità degli animali più rozzi. Era già troppo averla letta: vietai a me stesso di pronunciarla, nemmeno sottovoce...

(J.P. Sartre, Le Parole)