Lezioni di batteria

Alessandro Pacifici

Lezioni di batteria

Guida completa per imparare a suonare lo strumento


I taccuini 45
Uscito il 05/2016
112 pagine
Isbn: 9788875273170
Aree: Musica

 


 


 


 


 


 


 


Lezioni di batteria nasce dal desiderio di riunire in un unico volume la totalità delle tematiche pratiche e teoriche relative allo strumento e mettere a disposizione degli studenti un manuale completo. Il libro coniuga la completezza all’agilità, perché riduce all’essenziale i vari argomenti, indirizzando verso una comprensione globale del ruolo musicale del batterista e offrendo le conoscenze necessarie per eseguire a un buon livello i diversi stili: pop, rock & roll, rock, hard rock, blues, dance, r&b, funk, hip hop, reggae, latin.
Le lezioni che compongono il testo sono adatte al principiante assoluto e autodidatta, grazie alla spiegazione delle conoscenze musicali strettamente necessarie e all’aumento graduale della difficoltà. Anche il più esperto però troverà chiarimenti o spunti interessanti, spesso trascurati nei manuali per batteria, che tendono a trattare solo singoli aspetti o addentrarsi in tecnicismi, allontanando dalla pratica reale dello strumento e dal suo aspetto propriamente ludico e creativo.
La parte pratica è costituita da esercizi che comprendono tecnica, lettura e, soprattutto, studio e analisi degli stili ritmici e fanno riferimento a brani e artisti famosi del genere musicale in questione. Gli stessi ritmi citati sono eseguiti dall’autore e resi disponibili in formato video sul sito della casa editrice.



Alessandro Pacifici, musicista polistrumentista laureato in Musicologia, ha fatto studi classici e moderni di batteria e da diversi anni lavora come insegnante e direttore di laboratori di percussioni.


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Un giorno scoprii una scritta fresca fresca sul muro della scuola, mi avvicinai e lessi: “Papà Barrault (il maestro) è fesso”. Il cuore mi batté forte, lo stupore mi inchiodò lì, avevo paura. “Fesso”, non poteva trattarsi se non di una di quelle parolacce che for- micolavano nei bassi fondi del vocabolario, e che un bambino per bene non incon- tra mai; breve e brutale, aveva l’orribile semplicità degli animali più rozzi. Era già troppo averla letta: vietai a me stesso di pronunciarla, nemmeno sottovoce...

(J.P. Sartre, Le Parole)