Ora ti leggo una storia

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Ora ti leggo una storia

I racconti vincitori del concorso “Scrivere per ragazzi”


Scriptori 10
Uscito il 07/2013
128 pagine
Isbn: 9788875272531
Aree: Narrativa

 


 


 


 


Una raccolta di bei racconti, ovvero i vincitori della prima edizione del concorso letterario Scrivere per ragazzi indetto nel 2011 dalla casa editrice Dino Audino in concomitanza con l’uscita del manuale di Manuela Salvi, Scrivere libri per ragazzi.
Sulla scia dei preziosi consigli della scrittrice, moltissimi aspiranti autori si sono cimentati in questo genere, che in Italia è troppo spesso relegato ai margini della letteratura ufficiale. Per scrivere libri destinati ai ragazzi, e soprattutto per pubblicarli, non bastano solido talento e fervida fantasia, ma occorre saper costruire validi personaggi e strutture narrative adeguate, con un occhio ai meccanismi che regolano il mercato.
Tra le centinaia di racconti arrivati in casa editrice, l’antologia raccoglie i migliori undici, suddivisi in tre fasce d’età: 8-10, 11-14 e 15-17 anni. Ce n’è per tutti i gusti. Destinata a genitori, nonni e naturalmente figli e nipoti, la raccolta costituisce un piccolo-grande libro di letteratura per ragazzi.

Indice


Indice


Prefazione di Manuela Salvi


Fascia 8-10 anni


Elisa Armellino, La ribellezza


Filippo Infante, Gregg cane di luna


Cristina Maglio, La mia compagna di banco è una sirena


Franca Monticello, Ali di farfalla


Fascia 11-14 anni


Ofelia e Veronica Dell’Oro, Handicap


Grazia Gironella, La ragazza con il sari rosa


Fascia 15-17 anni


Silvia Benassi, Vacanze a Bangkok


Marco Bevilacqua, Come dentro a un film


Benedetta Bonfiglioli, Come l’acqua del fiume


Pierluigi Lupo, Il torneo


Federica Priola, Oscura è la notte


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Depurazioni di Luigi Guercia
22/09/2017 -

 

Un giorno scoprii una scritta fresca fresca sul muro della scuola, mi avvicinai e lessi: “Papà Barrault (il maestro) è fesso”. Il cuore mi batté forte, lo stupore mi inchiodò lì, avevo paura. “Fesso”, non poteva trattarsi se non di una di quelle parolacce che for- micolavano nei bassi fondi del vocabolario, e che un bambino per bene non incon- tra mai; breve e brutale, aveva l’orribile semplicità degli animali più rozzi. Era già troppo averla letta: vietai a me stesso di pronunciarla, nemmeno sottovoce...

(J.P. Sartre, Le Parole)