La tecnica dell'attore

Michail Cechov

La tecnica dell'attore

Come lavorare sul personaggio. Lezioni ed esercizi del grande allievo di Stanislavskij


Voci e volti dello spettacolo 13
Uscito il 01/2015
160 pagine
Isbn: 9788886350556
Aree: Teatro
Keyword: Recitazione

 


 


 


 


 


Questo testo è stato scritto da quello che Stanislavskij considerava il suo più brillante allievo. Il libro in effetti raccoglie e sviluppa il Metodo di Stanislavskij sulla memoria emotiva per spingerlo verso la definizione del gesto psicologico. Uscito negli anni ’40, e successivamente aggiornato in base alle esperienze didattiche fatte dal suo autore, il libro ha formato generazioni di attori di lingua inglese, tanto che sia Anthony Hopkins che Jack Nicholson, quando ha ricevuto il Golden Globe nel 1999, hanno pubblicamente ammesso il debito nei confronti della Tecnica di Michail Cechov.


 


Michail Cechov, nipote di Anton, nato in Russia nel 1891, studiò con Stanislavskij e diventò uno dei più grandi attori russi finché nel 1928, quando era a capo del Secondo Teatro d’Arte di Mosca, fu costretto a fuggire dalle persecuzioni staliniane contro gli intellettuali. Fu lui che diffuse il Metodo di Stanislavskij negli USA, dove continuò a lavorare come didatta e come attore fino alla sua morte, avvenuta nel 1955.

Indice


Nota all’edizione italiana di Clelia Falletti e Roberto Cruciani


Pratica in cerca di parole


Introduzione


Il grafico di Michail Cechov per l’ispirazione dell’attore di Mala Powers


Capitolo Primo Concentrazione e immaginazione


Capitolo Secondo L’io superiore


Capitolo Terzo Atmosfera oggettiva e sentimenti individuali


Capitolo Quarto Il corpo dell’attore


Capitolo Quinto Il gesto psicologico


Capitolo Sesto Incorporazione e caratterizzazione


Capitolo Settimo Dal copione alla sala prove


Capitolo Ottavo La composizione della performance


Capitolo Nono Quattro stadi del processo creativo


Postfazione di Mala Powers


Con Michail Cechov a Hollywood


Per l’attore della televisione e del cinema


Appendice


Qualche tema d’improvvisazione a cura di Clelia Falletti e Roberto Cruciani


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"Fare scuola con l'arte": la lettera di un'insegnante
19/02/2018 -

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di una docente:

«Il libro mi è piaciuto moltissimo, mi fa pensare che la scuola che "ci piace" c'è ed è viva. Le quattro esperienze raccontate sono così coinvolgenti che dovrebbero essere lette soprattutto dalle giovani e future maestre affinché possano ispirarsi per attuare nelle loro classi didattiche coinvolgenti e significative. Infatti ne ho regalato una copia alla mia tirocinante.  

Quando ero giovane incappai nella lettura de Il paese sbagliato, di Mario Lodi... fu una lettura illuminante che mi aiutò a costruire situazioni simili nelle mie classi, insomma mi ispirai (con molta modestia, per carità!) agli insegnamenti del Maestro. Ecco, il racconto delle quattro esperienze didattiche, letto ora che ho più di trent'anni di lavoro alle spalle, mi ha fatto rivivere quell'emozione.

Brave!

Il libro va portato in giro  e pubblicizzato perché non fornisce ricette, ma spunti significativi utilissimi a chi dentro la scuola inizia, ma anche a chi ha bisogno di un po' di energia per continuare.»