La mia vita nel teatro russo

Vladimir Ivanovic Nemirovič-Dančenko
A cura di Fausto Malcovati
Traduzione di Isabella Serra

La mia vita nel teatro russo

Memorie del co-fondatore del Teatro d’Arte di Mosca


Voci e volti dello spettacolo 18
Uscito il 11/2015
192 pagine
Isbn: 9788875273095
Aree: Teatro

 


 


 


 


 


Nemirovič-Dančenko con il suo Teatro d’Arte di Mosca ha cambiato la storia teatrale del Novecento. Questa autobiografia, finora inedita in Italia e curata da Fausto Malcovati, rende giustizia alla figura di Nemirovič, dimostrando come il prestigio del Teatro d’Arte nei primi anni fu dovuto prima a lui che a Stanislavskij. Alla fine dell’Ottocento Nemirovič a Mosca era un drammaturgo popolarissimo, un critico ascoltato e rispettato, un docente della scuola di recitazione della Filarmonica, mentre Stanislavskij era ancora un ricco imprenditore che calcava da dilettante le scene dei teatrini privati e non aveva alcun peso nella vita culturale russa. Per Stanislavskij le cose cambiarono proprio quando cominciò a firmare le prime regie con Nemirovič.
Grande organizzatore capace di tenere le redini del Teatro d’Arte dal punto di vista sia culturale sia finanziario, Nemirovič descrive la vita del teatro con lo sguardo del letterato e dell’intellettuale sempre alle prese con il problema di coniugare l’arte con il denaro. A differenza di Stanislavskij, che con La mia vita nell’arte ha creato una leggenda di sé e del proprio teatro, nelle sue memorie Nemirovič racconta fatti, persone, autori senza alcun compiacimento, riportando incontri e idee e descrivendo gli inizi duri, la ricerca dei finanziamenti, lo scarso successo dei primi spettacoli, il rischio di chiudere prima della fine della prima stagione.
La mia vita nel teatro russo offre inoltre uno spaccato straordinario della letteratura russa, teatrale e non solo, raccontando i rapporti fra Nemirovič e autori del calibro di Čechov, Gor ́kij, Tolstoj.


 


Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko (1858-1943), drammaturgo, critico teatrale, insegnante di recitazione, nel 1898 con Stanislavskij fondò il Teatro d’Arte di Mosca che diresse fino alla morte.


Qui la recensione di Krapp's Last Post.


Qui la recensione di Gianni Poli su Drammaturgia.it.


Qui la recensione di Diego Gabutti su Italia Oggi.


Materiali del libro:



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Creare è senza dubbio una delle principali peculiarità umane. Un istinto primario, una necessità irrinunciabile, che nasce dal bisogno di immortalità. Dall’impossibilità di accettare la nostra finitezza, il nostro limite più profondo. Per questo facciamo figli, erigiamo cattedrali, costruiamo città, realizziamo opere d’arte. Per restare. Per esserci anche oltre di noi. Per superare i limiti che la natura ci impone. E creare è sempre un atto d’amore.