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Giuseppe Zocchi

Vedute di Firenze nel'700

L'Arno, le piazze, le chiese, i palazzi nella prima serie di incisioni della città granducale

Vedute d'Italia, n. 13
2014, pp. 64

ISBN: 9788875272845
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Sinossi

Nel 1774, nel pieno sviluppo del "vedutismo", che aveva soprattutto a Roma e a Venezia i suoi più originali e significativi rappresentanti, anche Firenze, con l'opera di Giuseppe Zocchi riproposta in queste pagine, ebbe l'occasione di offrire al pubblico di amatori e viaggiatori del Gran Tour la propria immagine.
Questa venne fissata in una serie di moderne vedute che, nel rispetto della rigorosa tradizione artistica locale, mostrano un carattere lucidamente realistico e razionale tenendo, nell'ambito più vasto del loro genere, al gusto per l'esattezza della visione e la precisione topografica piuttosto che al 'capriccio' o all'evocazione poetica dei luoghi raffigurati.
Giuseppe Zocchi, nato a Firenze nel 1717, aveva manifestato fin da ragazzo un notevole talento artistico, tanto che non aveva ancora 25 anni quando il suo protettore, il marchese Gerini, gli commissionò le tavole su Firenze che noi oggi conosciamo. Incise nel 1744, le Vedute di Firenze, al di là del debito pagato al vedutismo romano e veneto, in particolare a Giuseppe Vasi, e a Michele Marieschi, contengono un elemento di indubbia originalità in quella descrittività minuta e realistica con cui Zocchi animò le sue tavole. Accanto alla ricostruzione architettonica e urbanistica della sua città, Zocchi tende a restituirne anche le atmosfere sociali con un tratto analitico che mette in scena strade, piazze e fiume, in cui accanto a carrettieri, pescatori, venditori e popolani scorrono gentildonne e nobili, carrozze e prelati, tutto mischiato in un racconto fluido, sereno e a volte persino spiritoso.
Non è improprio affermare che questa immagine calda e positiva della città, che le tavole di Zocchi trasmettono, costituisce un'anticipazione di quanto dirà Goethe qurant'anni dopo: "Dalla città si argomenta la ricchezza del popolo che l'ha edificata e si comprende che ha goduto di buoni governi. Generalmente in Toscana si resta sorpresi dall'imponenza e dalla bellezza delle opere pubbliche, dei ponti e delle strade. Tutto qui è insieme, solido e pulito. Si cerca di raggiungere l'utile e il piacevole e dovunque si nota una civile vigilanza".