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Tadashi Suzuki

Il corpo è cultura

Gli scritti di uno dei maggiori registi del teatro contemporaneo

Voci e volti dello spettacolo, n. 27
2017, pp. 144

ISBN: 9788875273613
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Sinossi

In questo volume sono raccolti gli scritti, tradotti per la prima volta in italiano, di una delle più grandi voci del teatro nipponico. Il Noh, il Kabuki, la tragedia greca, i classici di Shakespeare e il lavoro di maestri moderni come Čechov e Beckett: è questo l’humus che ha alimentato la profonda consapevolezza di Tadashi Suzuki dell’universalità e del potere trasformativo dell’esperienza teatrale. Dal confronto con le tecniche della tradizione teatrale giapponese e le ricerche di Mejerchol'd, Decroux e Grotowski nasce il suo metodo di formazione degli attori, finalizzato a rendere gli interpreti consapevoli della propria sensibilità fisica attraverso una rigorosa disciplina corporea e vocale.

«L’influenza di Tadashi Suzuki si è estesa dalla sua pittoresca casa nel paesino Toga Mura, nelle Alpi giapponesi, al mondo intero, trascendendo ogni barriera politica e culturale. La sua visione audace del teatro, di ciò che può essere e che è in grado di fare, è assoluta. Le creazioni e le tecniche innovative della compagnia SCOT sono state, e continuano a essere, fonte d’ispirazione per generazioni di attori teatrali e per il pubblico.» (Anne Bogart)

«Quello che mi emoziona del lavoro di Tadashi Suzuki è che entriamo a teatro ed è una sorpresa. Dobbiamo pensare a quello che abbiamo visto e andarcene da teatro riflettendoci.» (Bob Wilson)

Autore

Tadashi Suzuki

Giapponese, è uno dei registi più apprezzati del teatro contemporaneo, noto per le sue riscritture di opere classiche come Dionysus (dalle Baccanti di Euripide) e Vision of Lear e per le sue teorie visionarie e provocatorie. È il fondatore della compagnia teatrale Suzuki Company of Toga (SCOT), uno dei più importanti centri teatrali al mondo, e ideatore del Metodo Suzuki di formazione dell’attore. Nel 2004 è stato inserito dalla Cambridge University nelle pubblicazioni dedicate ai grandi registi insieme a Peter Brook e Bertolt Brecht.