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Eugenij Bagrationovič Vachtangov

È l'inconscio che crea

La transizione da Stanislavskij all'Avanguardia
Dalla immedesimazione alla distanza dal ruolo

A cura di Alessio Bergamo

Voci e volti dello spettacolo, n. 32
2018, pp. 240

ISBN: 9788875273989
€ 22,00
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Sinossi

Questo libro racconta, attraverso testi e soprattutto testimonianze di attori e allievi, il veloce e travolgente percorso di Evgenij Vachtangov, una delle figure più rilevanti della scena russa del Novecento. Allievo di Stanislavskij, regista del Primo Studio del Teatro d’Arte, amico di Michail Čechov che diresse come attore, affine a Mejerchol'd per la sensibilità registica dei suoi spettacoli post-rivoluzionari, Vachtangov ha avuto una funzione importantissima: quella di traghettare il Sistema Stanislavskij in un ambito stilistico lontano dal realismo. Passo, questo, fondamentale e fondante nello sviluppo delle avanguardie teatrali più tarde e tutt’ora capace di ispirare molti pensieri e procedimenti lavorativi tanto per gli attori quanto per i registi e gli animatori dei gruppi teatrali. Grazie al lavoro di compilazione, di sistemazione, di introduzione e di traduzione di materiali per lo più inediti in Italia, questo volume permette di avere un quadro chiaro della rivoluzione operata da Vachtangov tanto nel pensiero registico e attoriale quanto nell’ideazione e nella gestione di un ensemble teatrale la cui struttura va considerata ancor’oggi innovativa e virtuosa.

Autore

Eugenij Bagrationovič Vachtangov

Attore, regista, pedagogo e teorico del teatro russo, è stato allievo di Stanislavskij e regista nel Primo Studio del Teatro d’Arte. Nel 1913 fondò un proprio Studio con sede a Mosca, che nel 1926 prese il nome di Teatro accademico statale Evgenij Vachtangov. Nel 1918 collaborò alla formazione del teatro stabile ebraico Habimah, del quale diresse il primo vero successo, Gadibuk. Tra le sue regie si ricordano Il miracolo di sant’Antonio di Maeterlinck, La principessa Turandot di Gozzi, Erik XIV di Strindberg con M. Čechov nel ruolo del protagonista.

Dicono del libro

Ascolta qui l'intervista di Antonio Audino a Alessio Bergamo per il Teatro di Radio3.