Leggere teatro è un gioco da ragazzi
Quattro avventure dentro la voce delle parole
Avete mai provato a proporre ai vostri ragazzi e ragazze dei testi di letteratura teatrale? Ad avvicinarli a quei libri scritti in forma di copione, in cui le battute e le poche parole di descrizione disegnano personaggi e azioni che raccontano storie coinvolgenti anche per bambine e bambini? Nel farlo, avrete notato che questi testi sprigionano una forza mimetica unica e incomparabile, tanto da diventare un luogo privilegiato per scoprire fin da subito la meravigliosa avventura del leggere. Le loro parole racchiudono e chiamano una voce, anzi molte voci che, con naturalezza, portano i ragazzi a trovare la propria (anzi le proprie). Federica Iacobelli propone qui quattro percorsi per poter praticare in maniera entusiasmante e giocosa la forma letteraria del teatro. Rivolgendosi a insegnanti e formatori, genitori e amici “grandi” mostra come la lettura e la comprensione di un testo teatrale possano rivelarsi un’esperienza persino più divertente di quella che si vivrebbe su un palcoscenico, lo spazio a cui questi testi sono destinati. Una proposta pedagogica inedita, da sperimentare in classe e nell’intimità di una famiglia. Ricordando però che quando ci si avvicina al teatro non c’è un solo modo di farlo, ma tanti, così come tante sono le possibilità di immaginare, interpretare, diventare. Per questo leggere un testo teatrale è sempre un esercizio di empatia e di libertà. In pratica, diremmo noi, un gioco da ragazzi!

